La Visione di

SINERGIEOLISTICHE

scardina i vecchi per da vita a NUOVI PARADIGMI

RISVEGLIO AD UNA DIMENSIONE SPIRITUALE

Come asseriva Ermete Trimegisto, di tutti gli esseri del creato l’UOMO ha una duplice natura quella umana e quella divina. Tutto quello che l’UOMO fa, in qualsiasi ambito della sua vita, è importante che lo faccia considerando questo duplice aspetto.
E’ fondamentale andare verso una riconciliazione dei due mondi: quello materiale e quello spirituale. Da diversi secoli abbiamo imparato a tenerli scissi, dando ora importanza a uno ora all’altro. Ma se non torniamo ad unificarli, rincorreremo sempre bisogni che non ci soddisfano appieno, sia se parliamo di una sfera che di un’altra. Al di là delle diverse religioni, al di là delle singole credenze, è importante ritornare ed imparare a nutrire contemporaneamente le due nature.

SCOPRIRE I PROPRI TALENTI e DARE SPAZIO ALLA CREATIVITA’

Ognuno di noi è un ESSERE UNICO e SPECIALE. Ed è questa unicità e questa peculiarità che vanno coltivati, sin da bambini. Dal verbo “educare”, far emergere, far venire fuori, le scuole dovrebbero aiutare a far emergere i talenti. Il talento non è solo riferito alla sfera artistica, ma per talento intendiamo tutte quelle peculiarità che ci contraddistinguono e il nostro modo unico ed originale di portare avanti le nostre attività. Dando risalto ad ogni singolo talento, l’individuo è in grado di trovare il suo ruolo nella società.

Uno dei verbi principi che ci avvicina al Creato è proprio CREARE. Con le sue facoltà intellettive, di ispirazione, di intuizione e pratiche l’uomo può creare continuamente. Più dirige l’attenzione su pensieri luminosi e amorevoli, più dà vita ad un’infinità di creazioni che portano allo sviluppo e all’evoluzione.

RISPETTARE LA PROPRIA MISSIONE DI VITA

Tutti nasciamo con un’indole particolare. Abbiamo un nostro sentire e delle aspirazioni del tutto personali. Non sempre lo comprendiamo e lo accettiamo, così come non sempre veniamo compresi e accettati per questo. Ma ognuno di noi rappresenta qualcosa. Ognuno di noi ha una propria missione di vita. Anche se siamo solo di passaggio su questa Terra, non siamo qui per compiere quelle che sono le funzioni basilari: mangiare, bere, dormire, lavorare e riprodursi. Abbiamo degli obbiettivi più grandi da portare a termine. Più siamo consapevoli dei nostri obbiettivi di vita e della nostra missione di vita e la sappiamo svolgere, più riusciamo a vivere in armonia con noi stessi e con gli altri. Avere una missione di vita non vuol dire essere degli astronauti o degli esploratori interspaziali. La nostra missione di vita può essere anche molto più semplice, ma di sicuro è profonda e importante per la nostra crescita e quella di chi ci sta accanto.

RITORNARE AD UN’ARMONIA NATURALE

Attualmente sentiamo parlare sempre più spesso del dovere di proteggere la natura.
In realtà dimentichiamo una cosa fondamentale, che NOI SIAMO LA NATURA. Senza respirare non potremmo vivere, senza bere, senza mangiare. Pertanto, noi siamo tutt’uno con l’ambiente naturale che ci circonda, dagli alberi alle piante, dagli animali agli oceani. Dobbiamo utilizzare le nostre intelligenze, le nostre capacità, non per dominare, per arrogarci il ruolo di padroni del mondo, ma per lavorare in armonia con le leggi naturali. Distruggendo la natura, distruggiamo noi stessi. Quindi è auspicabile un ritorno ad una vita il più naturale possibile. Prendendo inoltre spunto dall’economia della natura che nasce, cresce, si sviluppa, degenera, muore e si rigenera dovremmo iniziare a pensare ad un tipo di economia analoga, circolare, sostenibile, equa, rinnovabile fino ad arrivare all’autosostentamento e all’autosufficienza.

LAVORARE PER UN’ECONOMIA DEL CUORE E DI CONDIVISIONE

La nuova economia dovrà mettere al centro l’uomo, considerato come RISORSA.
Il denaro non deve essere l'obiettivo ultimo da raggiungere per arricchimenti e bramosie personali, ma deve tornare ad essere un mezzo di scambio per la realizzazione di obiettivi che portano alla crescita personale e collettiva.
Il consumatore non deve essere un soggetto passivo in balia di bisogni indotti e manipolato da strategie di marketing che lo inducono a consumare sempre più prodotti, o cose usa e getta, del tutto inutili. Egli deve diventare soggetto attivo, acquisendo la consapevolezza che le proprie scelte influenzano una economia intera.
E’ fondamentale uscire dalla dualità venditore-cliente, dove il venditore ambisce solo ad un utile personale senza guardare ad un Bene Sommo che coinvolge tutta la collettività. L’economia deve avere una visione comunitaria che valorizzi le persone e i loro talenti, che crei delle sinergie nazionali ed internazionali basate sulla collaborazione, condivisione, democrazia partecipativa. Una economia che porti ad una crescita armonica, non solo da un punto di vista materiale, ma anche sociale e culturale; che promuova lo sviluppo equo e sostenibile.
Un’economia basata sul cuore e su una evoluzione di carattere spirituale.