Cinque Pratiche Per Vivere Bene La Giornata

In questo periodo di turbamenti, è importante fare attenzione a sviluppare la nostra capacità creatrice, a orientare le nostre forze e le nostre energie in una direzione positiva, e a dare un senso luminoso al nostro quotidiano

Dot RosaPratica n.1
Sin dal risveglio, aprirsi al mondo e ringraziare il Creatore

“Quando al mattino aprite gli occhi, a cosa pensate? Alle preoccupazioni del giorno prima, alle difficoltà che vi attendono, ai problemi che dovrete risolvere… Non è un buon modo di iniziare la giornata. Lasciate le vostre preoccupazioni per più tardi: esse possono attendere. Cominciate rivolgendo il vostro pensiero al Cielo, dicendo: «Signore, Ti ringrazio perché anche oggi sono vivo. Ecco una nuova giornata in cui posso ancora vedere, udire, camminare, amare, studiare...  Fortifica la mia volontà affinché tutto quello che intraprenderò sia per il bene». Chi esprime fin dal risveglio la sua gratitudine al Creatore aumenta in sé l'amore e la luce, e quell'amore e quella luce influenzano ogni momento della sua giornata. Egli guarda con altri occhi il mondo che lo circonda, ha un atteggiamento migliore verso quelli che incontra, ed essi si aprono a lui perché sentono che egli diffonde la pace e la gioia”.

Quando al mattino vi svegliate, cominciate col sorridere al mondo intero. Salutate amichevolmente tutta la creazione: «Buongiorno, buongiorno, buongiorno…». Se prenderete questa abitudine, ben presto constaterete che anche se siete soli, in nessun momento della giornata avvertirete la solitudine, poiché da ogni parte vi tornerà come un'eco: «Buongiorno, buongiorno, buongiorno…». È ogni mattina che occorre pensare a riprendere contatto con il mondo”.

“La felicità non consiste nella possibilità di vivere senza prove, senza ostacoli, senza sofferenze. Queste sono illusioni, sono fantasticherie! La felicità consiste nell’essere in grado di attraversare le prove senza capitolare, uscendone più ricchi e più forti. Sì, è nella vittoria sulle prove che attingerete la vostra felicità”.

 

 

Dot Rosa

Pratica n°2
Respirare bene. Respirare bene aiuta a superare i problemi

“Quando un gesto, una parola, uno sguardo introducono in voi il turbamento, la collera, ovviamente potete reagire. Se volete agire con saggezza, non muovetevi, e soprattutto, non dite nulla! La collera è come l’irruzione della forza bruta di un torrente; quella forza non è necessariamente cattiva, può anzi essere benefica per voi e per gli altri, a condizione che sappiate dominarla per poterla in seguito dirigere. E per dominarla, dovete innanzitutto deporre le armi che quella reazione istintiva vi ha bruscamente messo a disposizione. Dunque, per prima cosa non muovetevi e non reagite.

In seguito, per superare il turbamento che sicuramento avvertite ancora, fate un respiro profondo, fate qualche movimento armonioso e ritmico con le gambe, le braccia e la testa. Tramite il pensiero, potete anche scrivere delle parole nello spazio in lettere di luce: pace, saggezza, amore, bellezza… Questi metodi molto semplici danno dei grandi risultati, a condizione che vi ricordate immediatamente di utilizzarli”.

 

 

Dot Rosa

Pratica n.3
Imparate a benedire il vostro cibo

“Io sono il primo a comprendere e a rispettare le cose sacre, per questo vi invito a praticarle ogni giorno. Tutto dipende dalla coscienza… Quando siete coscienti che Dio ha messo la sua vita nel cibo, nel momento in cui vi accingete a mangiare, siete come il sacerdote che benedice il pane e il vino, e ogni giorno, a ogni pasto, entrate in comunicazione con la vita divina.

Quando preparate il vostro pasto, toccando gli alimenti, dovete pensare a impregnarli del vostro amore… Parlate loro, dite: «Voi che portate la vita di Dio, vi amo, vi apprezzo, conosco la ricchezza che possedete. Ho un’intera famiglia da nutrire, milioni e miliardi di abitanti in me, allora, siate gentili, date loro questa vita». Se vi abituate a parlare così al cibo, in voi esso si trasformerà in forza e in luce, poiché avrete saputo comunicare con la natura stessa”.

“Dipende molto da noi che il cibo sia benaccetto al nostro organismo, e le preghiere e le benedizioni prima dei pasti servono appunto a influenzarlo favorevolmente e prepararlo per essere ben assimilato. Le parole e i gesti di benedizione avvolgono il cibo di emanazioni e di fluidi che lo preparano a entrare in armonia con coloro che devono consumarlo; si crea così nei loro corpi sottili un adattamento che permette loro di ricevere al meglio la ricchezza contenuta in quel cibo”.

“Quando mangiate, dimenticate tutte le vostre preoccupazioni, i vostri rancori e i vostri cattivi pensieri, perché è questo che avvelena il cibo e vi fa ammalare. Legatevi agli Angeli dei quattro elementi e dire loro: «O Angelo della terra, Angelo dell’acqua, Angelo dell’aria, Angelo del fuoco, donatemi le vostre qualità: la stabilità, la purezza, l’intelligenza, l’amore divino...». Ed è così che entrerete nella nuova vita”.

 

 

Dot Rosa

Pratica n.4
Tessere la propria aura come una veste che vi protegge

“Nei Libri sacri, viene spesso menzionato il ruolo svolto da una veste preziosa: una veste, un abito, una tunica, un velo. Quella veste è simbolica. Rappresenta l’aura, ossia l’emanazione spirituale di un essere. Spesso, quella veste era di vari colori. I colori puri e smaglianti di quell’abito sono assimilabili alle diverse virtù della nostra aura. Quella veste multicolore viene data dal mondo divino.

Tutti i fili e tutti i colori sono a nostra disposizione, sta a noi andare a cercarli e tesserli. Così, con il viola (l’amore spirituale), l’indaco (la forza), il blu (la fede), il verde (la speranza), il giallo (la saggezza), l’arancio (la santità) e il rosso (la vita), possiamo tessere pazientemente quella veste meravigliosa che ci proteggerà e ci rafforzerà durante tutta la traversata di quella foresta oscura che è l’esistenza”.

 

 

Dot Rosa

Pratica n.5
Prima di addormentarsi

“Per affrontare l’indomani bendisposti e portare in voi la gioia e la speranza, prima di addormentarvi fate entrare nella vostra mente i migliori pensieri affinché lavorino durante la notte. Non addormentatevi mai con un pensiero negativo, poiché durante il sonno i pensieri continuano ad agire.


E se, al momento di addormentarvi, vi sentite invasi dall’angoscia, alzatevi, accendete una luce, fate qualche esercizio di respirazione, dite una preghiera, oppure leggete una pagina di un pensiero elevato, un testo che vi cambierà le idee e vi calmerà… Poi coricatevi nuovamente.


Se dopo un po' quel malessere dovesse riapparire, alzatevi di nuovo e ricominciate. Non rimanete coricati. Nella posizione orizzontale si è più passivi. Per dominare la situazione e resistere, ci sono casi in cui bisogna stare in piedi”.

 

Omraam Mikhaël Aïvanhov

 

Buona Giornata